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Ultimamente c’è una gran chiacchierio attorno a Snapchat, additato da molti come ultima frontiera del social media marketing: leggendo blog e riviste online, secondo molti esperti di comunicazione tutte le aziende dovrebbero andare su Snapchat.

Se non sei su Snapchat sei indietro, il tuo advertising è ancora all’età pre rivoluzione social. Cavernicolo che non sei altro. Bazzico forum e gruppi di responsabili marketing, esperti digitali, professionisti dei social media e fuffa, e sono bombardato quotidianamente da questa grande verità: vai su Snapchat, il futuro del digital marketing, il marketing fresco, il marketing che ti fa parlare con i consumatori di domani.


E che, davvero, non riesco proprio a comprendere questo entusiasmo.
Pare che usando Snapchat anche i piccoli brand possano aspirare all’immortalità.
Ok, lo dico in modo chiaro: il fatto che si spingano le aziende ad aprire profili di Snapchat come funghi, mi pare una grande presa per i fondelli.

Snapchat non è per ogni azienda e ogni prodotto. Snapchat è meravigliosamente e utile, ma sono per alcune persone e alcune marche.

Non dovresti farti influenzare dall’hype generale per decidere di aprirti un profilo si Snapchat. Ragiona con la tua testa e non buttarti su ogni scemenza che il tuo esperto digital propone.

Snapchat funziona per

  • Le aziende fortemente basate sulla personalità, su un nome diventato emblema dell’azienda
  • Gente con una grande e pre-esistente seguito, indipendentemente dalla piattaforma
  • Il lavoratore in proprio con un nome affermato sul settore (un personaggio nel suo campo)
  • Utenti occasionali (a volte per qualcuno va alla grande, con il passaparola e l'investimento pubblicitario)
  • Brand con una valanga di soldi

E questo è quanto.

Snapchat non è una piattaforma per ampliare il pubblico.
Ma è perfetta per alimentare il pubblico esistente (quindi se hai già lavorato con l’inbound marketing e hai un grosso pubblico da nutrire può andare bene).

Snapchat è indicato per chi investe continuamente per ampliare il pubblico, ha già un pubblico e vuole fidelizzarlo, creando un rapporto decisamente più intimo con questo.

Se hai il capitale e degli influencer sottomano, Snapchat potrebbe essere un’opzione interessante. Ci sono aziende di marketing influencer - come Belmondo e Speaker - che possono darti una mano: ma metti da parte tra i 10.000 e i 50.000 dollari a campagna. Ora non tutti hanno un enorme flusso di cassa da destinare all’attività di marketing. Su web poi! E quelli che che l’hanno sono anche quelli che, magari, hanno già una grande fetta di pubblico che li conosce.

Vuoi apparire a pagamento nelle Discover? Metti da parte 700.000 $ al giorno. Nei filtri? Te la cavi con 200.000 $.
Ok, ti fai un contratto annuale e sicuramente avrai uno sconto cospicuo, ma qualche milione dovrai lasciarlo a quelli di Snapchat, no?

Snapchat non è per:

  • Le grandi aziende che vogliono essere facilmente riconoscibili (a meno che questi non comprino spazio nel Discover, per dire…).
  • Le aziende che non sono basate su un individuo con una forte personalità che diventa l’influencer della stessa azienda.
  • Le persone senza un grosso seguito social già coltivato altrove.
  • La stragrande maggioranza delle aziende di piccole e medie dimensioni.
  • Le aziende b2b.

Poi ti interessano davvero i Millennials che usano questa app?  E il tuo prodotto è interessane per loro oggi? (No, non quando diventeranno vecchi, devi essere interessante per loro oggi!).

Guarda che non c’è nulla di più triste e misero che cercare di essere riconoscibili facilmente quando non lo sei. Tutti siamo in grado di riconoscere la puzza della mancanza di originalità, ma loro sono più bravi. Hanno avuto un popup nella loro vita da quando sono nati con i Pampers addosso.

Se vuoi raggiungere i Millennials devi essere te stesso. Rimani nella tua corsia e sarai amato.
Non necessariamente devi andare su Snapchat per farti amare da un pubblico di ragazzini. Non crederai davvero che basti questo no?

Vuoi sapere cosa fare per aver successo con il tuo social media marketing?
Seleziona 1-2-3 canali che funzionano meglio per te - Non sceglierli perché ve lo ha detto il più grande divulgatore social uffa italiano. Fallo perché ci trovi gente con cui dialogare, scrivi ad instaurare un feeling e ti trovi a tuo agio.
Snapchat funziona se sei una personalità irresistibile. Persona o brand che sia.

Guarda, non sto dicendo di non usare Snapchat; forse un girono faranno arrivare un algoritmo che sarà una grande visibilità a tutti. Ma forse. E non oggi.

Quello che sto dicendo è semplice:

  1. Non investire un sacco di tempo ed energie se non ne vale la pena. Secondo MediaKix ogni giorno su Snapchat vengono inseriti 158 anni di contenuti. Sai…forse non ti pare, ma è sicuramente un sacco di concorrenza.
  2. Non credere a tutto quello che leggi scritto da chi si occupa di consulenza o produzione di contenuti: devono venderti la consulenza o la produzione di contenuti.
  3. Rimani concentrato su tutte quelle piattaforme su cui hai lavorato con tanto amore. Chi lavora nella comunicazione cerca sempre e comunque la formula speciale che cambierà il mondo. Ma non è sempre così.
  4. Se un giorno Snapchat sarà per te, te ne accorgerai: quindi tieniti informato sulle novità, algoritmi e pagine che potrebbe presentare.
  5. Se vuoi partire subito con Snapchat fallo dopo averti costruito un grosso pubblico di fedelissimi su un altro canale: da lì potrai utilizzarlo per incalanarlo su Snapchat.
  6. Provaci: magari funziona da dio per te. Ma s non va, molla. Che te ne frega di Snapchat?
  7. Il marketing si occupa di risultati con le variabili tempo/risorse. Misura queste variabili e decidi se stai facendo la cosa giusta su Snapchat.

 

10 cose da rimuovere dal tuo marketing

 

Scritto da Giovanni Fracasso

Digital Manager Mi occupo dello sviluppo strategie inbound marketing & sales. Affianco le aziende nel loro processo di digital transformation (l'uso dell'inbound marketing per cambiare il commerciale di un'azienda) con la metodologia inbound marketing, puntando all'aumento dei visitatori sul sito aziendale, della conversione in lead del maggior numero di essi e trasformazione in clienti. BIO Sono nato nel tardo pomeriggio di un lunedì - secondo me piovoso - di un 19 gennaio come tanti. Correva l'anno 1972. Potrei ovviamente sbagliarmi su una data o su un riferimento, perché non sono bravo a ricordarmi le date e i numeri. Ho passato i primi anni scolari con tutti che mi dicevano "sei portato per la matematica", fino al compito d'esame di 5° liceo, dove me ne sono uscito con un bel 2. Tanto che mi sono laureato in Lettere e Filosofia, un corso di Laurea di Storia, in quel di Ca' Foscari, a Venezia. Credo fosse il 2000, ma anche qui potrei sbagliarmi. Ve l'ho detto, non sono bravo con i numeri. Nel mezzo un sacco di altre cose: mentre studiavo facevo il giornalista per il Gazzettino, per la Domenica di Vicenza e altre testate locali. Sono stato direttore e fondatore di una periodico locale (Il Corriere Vicentino), poi sono andato in Spagna e ho vissuto quasi 5 anni a Barcelona. Poi, la vita, l'amore e il denaro... e oggi vivo ad Arzignano, sono padre di una bambina nata nel 2010 e sono pazzamente innamorato di lei. Oltre alla bambina, ho un mutuo da pagare e un cane. Se potrebbe non mancarmi tutto questo, probabilmente dedicherei le mie giornate all'alcol e alla vita dissoluta. Invece non bevo e non faccio - quasi - mai festa: sono concentrato al 100% sul mio lavoro e mi piace un sacco quello che faccio. Cosa faccio? Beh, ha molto a che fare con l'inbound, l'eCommerce, il valore del dato per le aziende e la trasformazione digitale delle stesse.

Giovanni Fracasso