Sono molte le aziende che svolgono il commercio interaziendale, il B2B, per via della tipologia di prodotti da vendere. 
Il mezzo più efficace per questo tipo di attività è senza dubbio internet: il web è la piazza del B2B, il posto ideale, il posto perfetto per l'incontro tra le aziende. Intanto il web è a disposizione di chiunque 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Ciò significa che mentre qualcuno dorme, qualcuno lavora, ma internet è sempre disponibile e l'azienda su internet è presente anche quando è chiusa.

Il B2B online è in crescita in Europa e certamente anche in Italia, anche se l'Italia e le sue imprese, rispetto al web, non sono preparate come nei paesi stranieri, quindi anche in questo caso lo stivale non occupa la prima posizione del vecchio continente, ma sta crescendo ed ora si trova tra le prime dieci.
 

B2B online, mercato in costante crescita

 
Nell'ultimo anno la crescita del B2B è stata del 20%, con scambi tra le aziende per un valore di circa 10mila miliardi di Euro in tutto il mondo. L'Italia si stima che nel 2016 sarà all'8°posto in Europa per volumi di scambio e quote di B2B online.

L'Italia nella classifica mondiale si trova a fare da divisorio, trai paesi sviluppati ed i paesi in via di sviluppo. Il mercato italiano è molto frammentato, perché il sistema delle aziende è formato in netta prevalenza da piccole e medie imprese, che non hanno spesso gli strumenti e le conoscenze per l'utilizzo del commercio online e di conseguenza anche del commercio interaziendale.

In Italia si stima che la spesa media nell'ambito del B2B online sia di 7 miliardi di Euro contro i 214 miliardi in Europa.

Questi dati indicano un settore in crescita, ma segnalano anche come sia importante potersi inserire in questo mercato online, perché è il modo più facile di trovare clienti, ma anche più veloce, più immediato e più economico.
E' difficile avere dei dati precisi, proprio perché questo è un settore in continua evoluzione, un dato interessante è che chi praticale aziende che ottengono più del 60% dei lead dal canale online hanno una redditività migliore di chi opera offline.

In Italia le aziende che acquistano online almeno l'1% degli ordini sono poco più del 20%, nel Regno unito arrivano a quasi il 60%.
 

Maggiori possibilità in un mercato nazionale non ancora maturo 

Non sembrano dati incoraggianti, ma questo significa che, grazie al trend europeo, l'e-commerce in Italia è destinato a crescere ed in questo momento un'azienda italiana che si mette nel mercato online avrà meno concorrenza nazionale e più opportunità di ritagliarsi uno spazio che permetta anche e soprattutto di lavorare con l'estero.
Solo in Europa si parta di 214 miliari di Euro di transazioni, con un totale di circa 750.000 aziende. Internet oltre ad avere tale numero di imprese che vendono e comprano, offre strumenti che possono aiutare l'impresa, da siti specifici e di settore ai social network, passando per il portale europeo che permette alle aziende di ricercare clienti, partner e fornitori nei 28 paesi dell'Unione europea.

Essere su internet non vuole dire solo avere una vetrina, ma anche risparmiare tempo ed andare direttamente all'informazione. Un risparmio anche economico, che non è solo portato dall'utilizzo di strumenti online a costi contenuti rispetto all'utilizzo di servizi offline che aiutano la ricerca di contatti e clienti, ma anche dal fatto che si può accedere alle offerte e fare un confronto con rapidità.

Le aziende e gli investimenti su web: social, SEO e pubblicità

Un dato su cui vale la pena tornare è il 2,1 miliardi di persone hanno un account attivo su almeno un social network: un'opportunità eccezionale di raggiungerle a portata di click. Che saranno 2,5 miliardi nel giro di qualche anno. Questo significa che con una strategia messa a punto per utilizzare siti internet e social network per promuovere l'azienda, si può contare su una visibilità molto ampia, che raggiunge più facilmente anche chi è interessato ad acquistare il prodotto. Nello stesso momento con un post su internet c'è la possibilità di raggiungere più persone.

Qualche dato che può essere utile, per dare un'idea del potenziale della pubblicità online.
L'84% dei giovani non crede alla pubblicita tradizionale, il 74% delle persone dice di essere influenzato dal passaparola nelle decisioni di acquisto e l'88% afferma di credere molto di più nelle recensioni.
Anche se il 46% di marker che si occupano di B2B non sono sicuri  che sui social si stiano generando opportunità di vendita, il 64% dei commerciali professionisti hanno detto che nel 2014 ALMENO una vendita si è generata dai social media e il 58% dei consumatori dice di avere avuto buone espereinze di relazione con le aziende sui social.
 
La presenza su internet assicura la possibilità di concentrare le proprie risorse su specifiche azioni, che danno maggiori risultati in tempi brevi. Internet, proprio per il fatto di essere sempre disponibile ed utilizzabile dal proprio computer, telefono o tablet, garantisce una maggore fruibilità ed in pochi minuti si possono trasmettere le informazioni a milioni di utenti. Inoltre si può comunicare con il mondo intero.

Pensando che il 75% del tasso di coinvolgimento di un post su un social network avviene nelle prime 3/5 ore, si può pensare alla velocità di reazione degli utenti e chiaramente alla quantità di informazioni e notizie passano da questi nuovi mezzi di comunicazione.
Per far sì che un post resti in primo piano o che la pagina dell'azienda sia più visibile e seguita da più persone, ci sono delle possibilità di pagare i social network con cifre abbastanza basse, con risultati garantiti. Una volta che il post è visibile per un certo tempo, grazie alla sponsorizzazione, ci sono più possibilità che venga condiviso e commentato, moltiplicando, a quel punto in maniera gratuita ed aggiuntiva alla sponsorizzazione, le opportunità di essere diffuso e letto.

Attualmente le aziende italiane che investono nella pubblicità sui motori di ricerca sono il 46%, ovvero meno della metà. Queste aziende pagano i motori di ricerca per essere posizionati nella prima pagina, tra i risutlati a pagamento.
 
Le spese per il marketing online sono in rapida crescita ed acquistano posizioni anche in Italia. Dal 2013 al 2014 sono aumentate del 13% e dal 2014 al 2015 del 18%, toccando la cifra dei 2,4 miliardi di euro, arrivando al 30% di tutte le spese pubblicitarie dell'azienda.
 
Il content marketing (in ottica inbound, social, seo) è una spesa che il 76% dei marker B2B pianifica di aumentare per produrre più contenuti, il 51% lo aumenterà di sicuro per l'anno in corso.

Conclusione

Sono indicazioni che fanno comprendere dell'economicità del mezzo, che unite ai dati visti in precedenza sui risultati che si possono ottenere, affermano come la vera soluzione per lo sviluppo degli affari del B2B sia sempre di più il web.

I dati dell'Italia sono in crescita, anche se rappresentano una piccola fetta di mercato rispetto all'Europa, e ciò fa pensare che oltre ad essere il presente, questo metodo sia il futuro. Questo è il momento giusto per cominciare a lavorare sul web, con una strategia che permetta di investire in maniera appropriata rispetto ai clienti che si cercano, sia per raggiungerli, sia per convincerli ad acquistare i prodotti, emergendo sulla concorrenza. Si deve approfittare degli spazi disponibili per posizionarsi in modo visibile ed entrare nel commercio interaziendale online, con maggiori garanzie.
 
 
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