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Shopify ha decisamente rivoluzionato il mercato: il colosso operante nel settore dell'e-commerce (ma che non è un e-commerce) ha recentemente superato eBay, e punta l'occhio verso Amazon. Il successo di Shopify è presto spiegato: si tratta di una piattaforma che consente a tutti i propri clienti di creare un negozio digitale in cui vendere i propri prodotti con pochissimi click.

La semplicità di Shopify è indubbiamente il suo valore aggiunto, e ne è testimone anche la crescita che sta vivendo in Italia.

Nonostante fino a maggio 2018 Shopify fosse completamente in inglese, infatti, era già molto utilizzato, ma la recente realizzazione della versione in italiano è uno dei fattori che hanno contribuito alla sua costante adozione nel nostro paese.

Tuttavia, è solo uno dei elementi che ne giustificano il successo.

Una piattaforma scalabile

Shopify è una piattaforma molto eclettica che permette un entry level diffuso (e sta proprio per questo contribuendo alla diffusione dell'esperienza e-commerce in Italia), ma che può arrivare, con Shopify Plus, a rispondere alle esigenze di e-commerce enterprise o con grandi numeri (fino a 10.000 casse e due milioni di visitatori al minuto sul tuo store, completamente personalizzabile, partendo da circa 20.000 € l'anno). Si tratta di una piattaforma scalabile, con una facilità di implementazione alta, ma con enormi potenzialità da sfruttare.

Il pricing di Shopify, per i piani standard, è misto, ovvero prende un fisso e un parte percentuale che dipende dal volume d'affari che viene fatto girare su Shopify. Partendo da un piano di tariffario di 29$ al mese e un 2% sul fatturato che passa su Shopify, si arriva a Shopify plus, senza fisso - che fa pagare lo 0,25% sul fatturato, con un minimale di 2.000 $ al mese di tariffa.

Ma proprio questo strizzare l'occhio verso un mercato ampio e diffuso sta, per l'appunto, contribuendo a questa rivoluzione dell'e-commerce, che diventa accessibile anche alle piccole botteghe.

Quali sono gli e-commerce che usano Shopify in Italia?

La maggior parte dei siti che attualmente utilizzando Shopify, e lo fanno con successo, appartengono a piccoli commercianti e possono sembrare, apparentemente poco profittevoli, con un seguito non elevatissimo.

In realtà non bisogna lasciarsi ingannare dall'apparenza: l'esistenza di questi piccoli e-commerce, che comunque possono contare su una clientela piuttosto fedele e propensa all'acquisto, dimostra proprio come Shopify stia lentamente ma in maniera incessante impadronendosi della scena attuale.

Si tratta di un'affermazione audace, rischiosa e non condivisa da tutti i tradizionalisti esperti di marketing, ma che rappresenta un dato di fatto, in quanto testimonia la tendenza di tutti i piccoli influencer e i freelance di lanciarsi nella realizzazione di un e-commerce forse poco pretenzioso, ma allo stesso tempo profittevole.

Un esempio è l'e-commerce The Outlierman, che si rivolge a una nicchia ben definita e propone prodotti appartenenti a una specifica categoria, acquistando l'attenzione di clienti fedeli e affezionati, che rappresentano una buona fonte di profitto per i proprietari. 

Un altro esempio potrebbe essere Non Solo Giocattoli, un negozi di Riva del Garda che vende cibi, bibite e materiali di importazione dagli USA e dal Giappone.

 

non solo giocattoli shopify

O, ancora Onyou, un negozio di abbigliamento che, dopo aver affiancato allo store fisco quello online, fa numeri di un certo rilievo.

 

onyou shopify

O, per finire, ma l'elenco potrebbe essere lunghissimo, Cartoleria 2000, che ha visto impennare le sue vendite con il connettore con i marketplace.

 

cartoleria2000

E come questi siti, corredati di tutti gli strumenti necessari per garantire una user experience eccellente grazie agli strumenti offerti da Shopify, ne esistono centinaia. È la loro somma che fa la forza di Shopify.

Dopotutto, il fenomeno si riflette anche in un altro contesto social, come quello di Instagram: sono in crescita, infatti, le aziende che si rivolgono a micro o nano-influencer, personalità con poche centinaia o migliaia di follower ma in grado di condizionarne realmente le preferenze d'acquisto e i bisogni. 

I punti forti di Shopify per il mercato Italiano

Perché alcuni freelance e influencer, presumibilmente con possibilità economiche non particolarmente importanti, scelgano Shopify per portare a compimento il loro progetto è presto detto. 
Innanzitutto, i servizi offerti da Shopify hanno un costo tutt'altro che proibitivo: si ha un prezzo base di 9 dollari al mese (esclusi alcuni componenti aggiuntivi opzionali, da acquistare a parte). Certamente, la soluzione è meno conveniente - economicamente parlando - rispetto a una piattaforma gratuita, ma il prezzo viene immediatamente compensato dai vantaggi che Shopify offre.
La piattaforma, infatti, consente a tutti i suoi utenti di utilizzare certificati SSL a 256 bit per i pagamenti, i quali garantiscono la massima sicurezza per i clienti. La sicurezza, a sua volta, si traduce in affidabilità e in un aspetto professionale, che spinge l'utente alla conversione. 
Infine, ma non per importanza, non serve alcun tipo di competenza informatica in termini di programmazione per poter gestire un e-commerce con Shopify: basta solamente acquisire qualche concetto di base in materia di informatica e internet per una discreta gestione del proprio e-commerce.

Prospettive future: le novità annunciate di Shopify

In una conferenza tenutasi nel giugno scorso, Shopify ha annunciato quali sono le novità che attendono la sua ampia schiera di clienti. 
È stata citata la possibilità di utilizzare uno dei software POS più rapidi, efficaci e versatili al mondo, il quale si caratterizzerà per la sua semplicità, sia lato utente che lato rivenditore.
Sembra inoltre che verranno introdotti nuovi strumenti di personalizzazione, grazie ai quali gli utenti potranno rendere i propri e-commerce unici e accattivanti allo stesso tempo. 

Le nuove frontiere di Shopify aprono, tuttavia, le porte alle nuove tecnologie. A breve, infatti, verrà offerta ai rivenditori la possibilità di mostrare i prodotti disponibili sull'e-commerce in 3D, consentendo agli utenti di ruotarli e visionarli in tutte le loro parti.

Tuttavia, al di là delle novità che verranno introdotte relative alle funzioni della piattaforma, tutte utili per migliorare l'esperienza di utilizzo, vi è un importante aspetto che chiarisce le intenzioni di Shopify. In particolare, sono state aggiunte nuove lingue alla piattaforma, e a breve i rivenditori potranno proporre i loro prodotti in valute diverse, ricevendo i pagamenti nella propria.

 

Cosa aspettarsi nell'immediato futuro

È chiaro che Shopify vuole aprire le porte a una vendita internazionale, per favorire l'esportazione degli e-commerce più interessanti e per offrire nuove opportunità di successo a quelli più piccoli che non riescono a "prendere il volo". Si tratta di una apertura interessante, che può potenzialmente evolvere in una situazione in cui e-commerce attivi in stati diversi collaborano tra loro, creando una vera e propria rete di vendite internazionale anche se su piccola scala. Probabilmente, però, questo processo richiederà molto tempo.

Nell'immediato futuro, invece, ci si può attendere una continua crescita dei piccoli e-commerce italiani specializzati, con un picco tra quelli che propongono prodotti di qualità e il Made in Italy (ad esempio i capi di sartoria). Il trend attuale, anche grazie a Shopify, sta dunque invertendo quello che a suo tempo fu instaurato da Amazon: invece di un solo luogo in cui è possibile trovare qualunque cosa, si stanno sviluppando tanti piccoli canali di vendita altamente specializzati nel proprio settore.

La situazione nel mondo degli e-commerce sta dunque cambiando, ed è interessante vedere come evolverà nell'immediato futuro.

 

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Scritto da Giovanni Fracasso

Digital Manager Mi occupo dello sviluppo strategie inbound marketing & sales. Affianco le aziende nel loro processo di digital transformation (l'uso dell'inbound marketing per cambiare il commerciale di un'azienda) con la metodologia inbound marketing, puntando all'aumento dei visitatori sul sito aziendale, della conversione in lead del maggior numero di essi e trasformazione in clienti. BIO Sono nato nel tardo pomeriggio di un lunedì - secondo me piovoso - di un 19 gennaio come tanti. Correva l'anno 1972. Potrei ovviamente sbagliarmi su una data o su un riferimento, perché non sono bravo a ricordarmi le date e i numeri. Ho passato i primi anni scolari con tutti che mi dicevano "sei portato per la matematica", fino al compito d'esame di 5° liceo, dove me ne sono uscito con un bel 2. Tanto che mi sono laureato in Lettere e Filosofia, un corso di Laurea di Storia, in quel di Ca' Foscari, a Venezia. Credo fosse il 2000, ma anche qui potrei sbagliarmi. Ve l'ho detto, non sono bravo con i numeri. Nel mezzo un sacco di altre cose: mentre studiavo facevo il giornalista per il Gazzettino, per la Domenica di Vicenza e altre testate locali. Sono stato direttore e fondatore di una periodico locale (Il Corriere Vicentino), poi sono andato in Spagna e ho vissuto quasi 5 anni a Barcelona. Poi, la vita, l'amore e il denaro... e oggi vivo ad Arzignano, sono padre di una bambina nata nel 2010 e sono pazzamente innamorato di lei. Oltre alla bambina, ho un mutuo da pagare e un cane. Se potrebbe non mancarmi tutto questo, probabilmente dedicherei le mie giornate all'alcol e alla vita dissoluta. Invece non bevo e non faccio - quasi - mai festa: sono concentrato al 100% sul mio lavoro e mi piace un sacco quello che faccio. Cosa faccio? Beh, ha molto a che fare con l'inbound, l'eCommerce, il valore del dato per le aziende e la trasformazione digitale delle stesse.

Giovanni Fracasso