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Internazionalizzazione con l'ecommerce (la risposta di Shopify)

    Indice

Questo post del blog che vi apprestate a leggere è in parte informativo/divulgativo, in parte una guida alla configurazione ed è - nel contempo - vettore di spunti strategici e considerazioni politiche.

Perché, quando si parla di internazionalizzazione delle aziende, di vendita su nuovi mercati, aumento del fatturato e dell'export, sono coinvolte sì le aziende, i sistemi software, i servizi terzi che permettono alle imprese di agevolare questi percorsi, ma anche le istituzioni, che nella bilancia commerciale trovano un elemento di crescita e armonizzazione del PIL.

Ecommerce, vettore per l'internazionalizzazione del business

Quando una azienda si trova a pianificare un percorso di crescita, individuare come tappe di questo progetto anche la penetrazione in nuovi mercati, diversi da quello nazionale, nel quale spesso si cresce, diventa una necessità.

Dotarsi di una piattaforma ecommerce permette di accelerare il percorso di validazione dell'offerta commerciale in nuove nazioni o nuove zone del mondo.

Per questo diventa importante, quando si sceglie un software per costruire un progetto ecommerce, valutare molto bene quali sono le caratteristiche della piattaforma che si andrà ad adottare, da questo punto di vista.

Voglio dire: dovreste capire con che facilità, il software ecommerce che sceglierete, vi permetterà di impostare le opzioni che differenziano un mercato dall'altro.

In parole povere, la piattaforma ecommerce che andrete ad adottare dovrebbe permettervi di impostare senza troppe complicazioni un nuovo mercato sul quale volete provare a vendere, lasciandovi la possibilità, per ognuno di essi, di scegliere, per esempio:

  • un url o un dominio diverso
  • una o più lingue
  • una o più valute
  • dei costi di spedizioni dedicati
  • delle regole fiscali sulle imposte di importazione
  • regole differenti sulle tasse di vendita (IVA)
  • un comportamento sui dazi
  • un listino di prezzi dedicato
  • un catalogo con un elenco prodotti differente

E tutto questo, magari, all'interno della stessa istanza, senza dovere aprire due ecommerce o due canali differenti.
In casi estremi, dove c'è bisogno anche di una grafica differente per un determinato paese, di far accedere (magari) il distributore di quel paese per gestire gli ordini locali e per altre esigenze peculiari, la possibilità di aprire più canali e armonizzarli con il programma gestionale - grazie alla realizzazione di un connettore che si occupa delle data integration per il magazzino e gli ordini - è una soluzione più semplice (anche se all'apparenza potrebbe sembrare più difficoltosa) ma decisamente meno diffusa, sopratutto se l'istanza principale riesce ad accogliere in maniera completa le necessità di apertura di nuovi mercati.

Gli elementi necessari per internazionalizzare le vendite (con l'ecommerce)

Abbiamo visto velocemente un punto elenco di funzioni necessarie, per permettere al software ecommerce che abbiamo scelto di gestire le vendite in più paesi esteri.
Cerchiamo di capire perché.

Domini diversi per mercati diversi

Avere la possibilità di differenzia il dominio, il sottodominio o l'url per ogni singolo mercato, senza dover aprire più ecommerce, è una funziona alla quale non ci si pensa immediatamente come necessaria. Ma è una delle possibilità fondamentali quando si apre la vendita del proprio ecommerce in una nuova nazione o zona.

E questo sia per i bisogni del marketing e di posizionamento verso i consumatori: avere un dominio nazionale dedicato, a volte, è una marcia in più per creare trust e farsi sentire come "vicini" dai potenziali clienti in zone del mondo lontane dalla casa madre.

Ma anche tecnicamente è importante, per poter costruire feed dedicati con l'indirizzo web del mercato specifico che stiamo trattando.

Se il software ecommerce ce stai valutando non lo fa - e pensi che nel medio/breve termine avrai bisogno di internazionalizzare il tuo business - cambia strada e cercane un altro.

Lingue diverse su differenti mercati

Anche questa è, banalmente, una funzione di assoluta importanza: apro il mercato CANADA e associo al mercato canadese la lingua Inglese e quella Francese. A maggior ragione se il mio mercato di riferimento è una zona che contiene più stati (ad esempio SUD AMERICA) potrei aver bisogno di inglobare molte più lingue.

Se non potessi associare ad ogni mercato una o più lingue, sarei davvero penalizzato nel mio tentativo di internazionalizzare il mio business.

Valute diverse a seconda del mercato

Quello detto per le lingue vale anche per le valute. Potrei creare un mercato dove, per svelta, utilizzo solo una valuta , come nel caso del mercato UK al quale potrei associare solo al Sterlina. Oppure un mercato MEDIO ORIENTE dove ho la necessità di permettere ai clienti di selezionare la propria divisa di riferimento nazionale.

Anche in questo caso, se il software non mi permettesse di associare una o più valute ad un mercato, sarebbe una piattaforma da scartare nella mia software selecion. 

Costi e vettori di spedizione personalizzabili per mercato

Può sembrare una ovvietà ma è meglio metterlo in questo breve elenco di caratteristiche indispensabili che deve avere un ecommerce per permettere l'internazionalizzazione del business: ogni mercato può avere necessità di costi differenti di spedizione, sia che venga inviato tutto dallo stesso magazzino, sia che ci siano differenti magazzini. E, naturalmente, deve avere la possibilità di differenziare gli spedizionieri che vengono utilizzati.

Impostare costi di spedizione differenti in base alla zona e l'utilizzo di differenti vettori è una cosa che praticamente ogni software ecommerce permette di fare. Quando questa funzione viene legata alla gestione dei differenti mercati è ancora più semplice ed immediata la gestione.

Regole sulle imposte di vendita e importazione differenti

Paesi diversi hanno regole fiscali e dazi di importazioni differenti. Se la tua intenzione è quella di vendere in più zone del mondo, devi sincerarti che il software ecommerce che andrai ad adottare ti permetta di gestire il comportamento delle imposte di vendita per differenti zone e per differenti soggetti.

Oltre, per supposto, la possibilità di lavorare sui dazi di importazione, scegliendo di farli pagare direttamente al cliente e di gestirli con il proprio trasportatore.

Questa, sopratutto, è una grande facilitazione e supporto, oltre che un rapporto di estrema chiarezza per il cliente di paesi stranieri nei quali, per importare le merci che vendiamo, è necessario pagare delle tasse. 

Listini prezzi differenti su differenti aree geografiche

Quando vuoi utilizzare il tuo ecommerce per vendere su vari mercati devi pensare che ci potrebbero essere differenti situazioni che ti spingono verso dei listini prezzi differenti su ognuno di essi. I motivi possono andare dalla protezione commerciale di un distributore che si trova a pagare dazi di importazione, spese di spedizione e di stoccaggio, per arrivare alla salvaguardia dei prezzi dei punti vendita che, in un determinato mercato, potrebbero avere situazioni contingenti particolari.

Ma anche l'assistenza al cliente, i costi di gestione dell'ordine o un allineamento al ribasso dei prezzi della concorrenza potrebbero influire sulla strategia di prezzo in un mercato.

Ecco, quindi, che anche la possibilità di gestire differenti listini su differenti mercati è una "conditio sine qua non" da richiedere al software ecommerce che stai valutando.

Cataloghi con prodotti diversi per mercati diversi

Non sempre si possono vendere gli stessi prodotti in tutti i mercati. Pensiamo alle differenze culturali tra un mercato e l'altro, alle limitazioni date dalla legislazione sull'importazione di certi prodotti o, semplicemente, per abitudini. Se in un determinato paese esiste una teocrazia religiosa, se si guida con il volante a destra, se alcuni componenti non si possono importare per legge... non resta che togliere dal catalogo in certi contesti una parte dei prodotti che vendiamo. I motivi per cui non includere alcuni oggetti di quelli che mettiamo in vendita in Italia anche in Francia (per esempio), potrebbero essere questi o avere a che fare con la protezione commerciale di determinate situazione, quando ancora l'impossibilità di far breccia, con quelle proposte che escludiamo, in uno stato.

Resta anche questa una funzione che dobbiamo mettere nella checklist del "deve farlo" quando procediamo con la nostra software selection.

Magazzini diversi per vari mercati

Questa potrebbe non essere una necessità logistica di tutti i negozi che vendono su vari mercati, ma la possibilità di poter impostare diverse sedi nel quale stoccare i prodotti, per portarli più vicini al cliente finale, può essere un bisogno dei brand con necessità più evolute. 

Ma indipendentemente dai bisogni del giorno zero, ovvero da quando decido di andare online con il mio ecommerce, dove questa necessità potrebbe non essere ancora espressa, non è una funzione di cui io mi priverei nella scelta di una piattaforma per vendere online.

E questo significa avere magazzini differenti che possono essere legati ai vari mercati che verranno serviti da quel magazzino e che le disponibilità/giacenze per ogni mercato facciano riferimento al magazzino associato. 

Shopify è il software perfetto per l'internazionalizzazione

Shopify permette di impostare tutti questi aspetti.

E di fare con estrema semplicità, a differenza di altre piattaforme che hanno scelto strade più complesse e complicate per gestire l'internazionalizzazione del commercio elettronico delle aziende. E se lo fa in modo completo e facilmente, perché andare a complicare le cose con altre piattaforme?

Proprio per questo credo sia un ottimo esercizio di comprensione andare a spiare nel dettaglio come Shopify permetta di impostare e gestire nuovi mercati sui quali approntare una strategia di vendita.

Diventa un modo per scoprirne le potenzialità e anche una guida per chi ha intenzione di utilizzarlo per sviluppare un progetto ecommerce di ampio respiro.

Procediamo quindi, con un bel respiro prima di gettarsi a capofitto nella scoperta del "come fare" utilizzando Shopify,

NOTA di FUNZIONI IN ARRIVO (in aggiornamento)
di tutte le funzioni elencate, quelle che al momento non è stata rilasciata (ma lo sarà all'inizio del 2023) è quella di poter impostare facilmente cataloghi diversi per mercati diversi e personalizzare la vetrina/home con contenuti differenti per ogni mercato. Nel frattempo si può comunque lavorare sui temi, direttamente sul codice liquid, come spiegato in questo post del blog:
https://www.shopify.com/partners/blog/customize-content-by-country

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Come creare e gestire differenti mercati su Shopify

Shopify presenta il cuore di tutti i parametri per la gestione dei differenti aspetti dell'ecommerce nelle Impostazioni del sistema. Così anche per i Mercati.

Loggati nella tua istanza di Shopify e dal pannello di controllo clicca su IMPOSTAZIONI e, di seguito, seleziona la voce MERCATI.

shopify markets - 1-impostazioni- mercati

 

La creazione di un mercato con Shopify

Dalla schermata successiva si può scegliere di aggiungere un mercato cliccando in altro a destra AGGIUNGI MERCATO, oppure si può scegliere di andare ad operare nella GESTIONE di un mercato precedentemente creato

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Se clicchi AGGIUNGERE UN NUOVO MERCATO la prima cosa che devi scegliere è un nome per il nuovo mercato. Può coincidere con il nome di un paese specifico (ad esempio Francia, se poi voglio aggiungere il paese Francia e lavorare sulla Francia, trattandola con le sue peculiarità); oppure con il nome di una zona se poi voi includere più paesi nel mercato (per esempio Nord America se volessi aggiungere USA, CANADA e altri paesi, per necessità commerciali dell'azienda merchant).

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Successivamente, dopo aver dato un nome al mercato, si devono selezionare i PAESI che si vogliono inserire in quel determinato mercato, Per esempio si può aggiungere il paese ITALIA per il mercato Italia, oppure si possono creare dei mercati aggiungendo più paesi (per esempio se il mercato di riferimento si riferisce ad un'area geografica che commercialmente viene trattata in maniera omogenea dall'azienda).

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Il risultato, alla fine, è quello di avere un nuovo mercato sul quale posso andare in gestione per personalizzare funzioni e specifiche.

shopify markets - 5-impostazioni- mercati-gestisci

La gestione dei mercati di Shopify

Quando, a fianco di ogni mercato creato, seleziono GESTISCI, potrò entrare nella sezione dove posso cambiare le impostazioni per quel mercato specifico. Nel caso io abbia creato il mercato Italia e ci abbia associato il paese Italia potrò, da questa schermata, andare a modificare - o a verificare - alcuni aspetti:

  • Dominio e lingua associata al mercato
  • Prezzi e prodotti del mercato
  • Le impostazioni sui dazi ed imposte
  • Le spedizioni
  • Pagamenti
  • Imposte

shopify markets - 6-impostazioni- mercati-gestisci

 

Impostare url e lingua per il mercato su Shopify

Cliccando su DOMINI E LINGUE si aprono delle possibilità particolarmente interessanti

Si può scegliere di posizionare l'indirizzo dello store per accedere a quel mercato specifico in un dominio primario. Ad esempio, nel caso di mercato ITALY, potrei scegliere un nomeazienda.it.

Oppure si può optare per un altro dominio o un sottodominio, come it.nomeazienda.com o un altro dominio, con altro nome.

Infine si può scegliere, come indirizzo per quel mercato, anche una sottocartella, come ad esempio, nomeazienda.com/it.

Si può, immediatamente sotto, scegliere anche le LINGUE che vogliamo associare a quel mercato. Possiamo scegliere più lingue, tra quelle che sono già state installate nella nostra istanza di Shopify.


shopify markets - 7-impostazioni- mercati-gestisci-domini e lingue

Lingue e mercati

Per impostare la lingua - o le lingue - da utilizzare in un mercato bisogna spostarsi nella sezione LINGUE, all'interno menù IMPOSTAZIONI.

shopify markets - 1-impostazioni- lingue

Clicca in AGGIUNGI LINGUA in alto a destra e si aprirà un popup per la selezione della lingua

shopify markets - 2-impostazoni- lingue - aggiungi

E ora fai click su SELEZIONA per avere un elenco di lingue, tra le quali potrai spuntare quelle che ti interessano per assegnare una o più lingue al mercato che stai configurando.

 

shopify markets - 4-impostazoni- lingue - aggiungi-italiano-assegna-mercati

 

Prodotti, prezzi e valuta del mercato in Shopify

Nella sezione PRODOTTI E PREZZI posso stabilire una valuta da utilizzare per quel mercato.
La gestione della valuta è possibile solo se utilizzo Shopify Payments come gateway di pagamento, altrimenti la funzione sarà disabilitata.

Per quanto riguarda i prezzi posso lavorare su un aumento o una riduzione % dei prezzi su tutto il listino in modo massivo, oppure posso intervenire sui singoli prezzi per cambiare i prezzi di ogni prodotto.
La funzione di caricamento di un catalogo con prezzi completamente diversi è disponibile anche con l'importazione di un file CVS e a breve tramite API (e quindi in connessione diretta con il listino del proprio gestionale, realizzando un connettore per l'integrazione dei dati).

Nel corso dei primi mesi del 2023 sarà probabilmente disponibile una funzione per selezionare quali prodotti pubblicare in ogni mercato. Invero questo è già una possibilità, ma bisogna lavorare sul codice in liquid impostando delle variabili IF sul tema per scegliere di mostrare determinati prodotti nelle pagina delle collezioni di specifici mercati. Ovviamente il fatto che questo venga portato a livello di gestione visuale, sarà un'ulteriore implementazione importante per facilitare l'internazionalizzazione dei prodotti.

shopify markets - 9-impostazioni- mercati-gestisci-prodotti e prezzi-mercato secondario

 

IVA, dazi ed imposte di importazione

Internazionalizzazione significa anche uscire dai confini dell'Unione Europea ed affrontare nazioni che impongono al consumatore di pagare delle tasse sui beni importati dall'estero (succede anche a noi quando compriamo dei beni fuori dai confini dell'Unione Europea, per esempio dall'a Gran Bretagna).

Shopify ha curato particolarmente questa sezione prevedendo tutte le casistiche che potrebbero accadere e con le quali scegli di gestire il tuo ecommerce. 

IMPOSTE

In questa area troviamo sia le informazioni per la gestione dei dazi sia le specifiche sul comportamento con le tasse di vendita (IVA) e possiamo decidere se includerla nei prezzi  (devi solo cliccare o meno su INCLUDI IMPOSTE NEI PREZZI) e di escluderla o includerla in base al paese di chi acquista, comodo per il TAX free o nel caso di vendite B2B intracomunitarie.

Sempre da questa sezione puoi scegliere se aggiungere l'IVA sui prezzi delle spedizioni (clicca o meno su ADDEBITA IMPOSTA SULLE TARIFE DI SPEDIZIONE) e se addebitare l'IVA sui beni digitali (cliccando o meno su ADDEBITA L'IVA SUI BENI DIGITALI).

Possiamo anche scegliere di gestire tutte le casistiche IVA sui mercati che attiviamo con servizi fiscali terzi, come Avalara o altre app dedicate.

E questo per quanto riguarda le tasse di vendita sul mercato nazionale ed estero.

DAZI

[La riscossione dei dazi funziona solo con i piani SHOPIFY ADVANCED e SHOPIFY PLUS]

Prima di procedere a definire il comportamento sulla riscossione delle imposte su un determinato paese o area geografica, si deve creare la zona di spedizione corrispondente, al fine di poter attivare la spedizione in quegli stati (lo vediamo nel passo successivo).

La prima cosa da capire è se vuoi riscuotere direttamente i dazi di importazione o lasciarli al tuo acquirente. Ovviamente la riscossione diretta dei dazi comporta una semplificazione una maggiore chiarezza per il cliente ma ti obbliga ad utilizzare spedizionieri in grado di supportarti in questo servizio doganale. Devi quindi prima parlare sia con il commercialista che con il tuo vettore di riferimento.

Per impostare i Dazi e le imposte di importazione in Shopify devi cliccare nella sezione IMPOSTE E DAZI nelle IMPOSTAZIONI di Shopify (un'altra voce che trovi sul menù dove è presente anche la voce MERCATI).

Per iniziare la configurazione del comportamento che vuoi assumere nei mercati internazionali sulla riscossione delle imposte devi cliccare CONTROLLA ED ATTIVA nelle sezione intitolata "Riscossione dei dazi e imposte di importazione al momento del checkout".

shopify markets - 2-impostazioni- imposte-dazi-generaleshopify markets - 3-impostazioni- Imposte e Dazi - attiva-Riscossione 01

Se scegli di attivare la riscossione dei dazi, devi scegliere come questa avviene. Il tuo corriere, come scrivevo poc'anzi, deve supportare il DDP, ovvero il Delivery Duty Paid, il che ti da la possibilità di riscuotere i dazi di importazione al checkout (si occuperà poi di sistemare le pratiche di riscossione con lo stato di riferimento).

Ovviamente selezionando l'opzione del corriere che non supporta il DDP o NON SO, non si può procedere con l'erogazione di questo servizio.

In seconda battuta devi scegliere dove applicarla, tra le zone di spedizione che hai creato.

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E quindi, andando in gestione, puoi spuntare gli stati su cui vuoi riscuotere i dazi di importazione.

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Naturalmente se desideri includere i dazi sui prodotti al checkout, devi fornire a Shopify le informazioni necessarie per applicare i dazi su ogni prodotto. I dazi variano non solo in base allo stato dove il bene viene importato, ma variano anche in base alla tipologia di prodotto.
Dovrai inserire nelle varianti di prodotto l'HS code, un codice numerico di 6 o 10 cifre universale, utilizzato alle dogane per riconoscere e classificare ogni tipo di merce che viene spedito.
Puoi importare anche tramite file CVS in maniera massiva.

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I rimanenti due passaggi sono soprattuto informativi e di conferma. 
Con il penultimo passaggio, Shopify si sincera che tu abbia un sistema per informare i clienti della metodologia di gestione dei dazi doganali.

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Alla fine non ti resta che confermare e tutto è pronto per la riscossione dei dazi.

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La gestione delle spedizioni con Shopify

Le spedizioni, per quanto accessibili dalla sezione Mercati del backend di Shopify, sono un'area dedicata accessibile anche a chi non ha bisogno delle funzionalità di cui stiamo trattando, ovvero anche per chi opera in un solo mercato. Nei Mercati è possibile vedere le tariffe applicate all'area geografica in questione.

 

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Per andare invece ad impostare nuove tariffe di spedizione per differenti aree geografiche, devi andare nella sezione SPEDIZIONI. E questo non cambia la funzionalità, è molto simile a quella di quasi tutte le piattaforme ecommerce. 

Puoi definire da dove parte la merce cliccando su GESTISCI nella sezione "Spedizione da" e puoi CREARE ZONA DI SPEDIZIONE per avere un contenitore, di uno o più stati, a cui associare una o più tariffe di spedizione.

 

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Magazzini diversi

La gestione di magazzini diversi, con Shopify, avviene tramite le SEDI. La quantità di sedi che hai a disposizione con Shopify dipende dal piano che hai sottoscritto

  • Shopify Starter: 2
  • Shopify Lite: 3
  • Basic Shopify: 4
  • Shopify: 5
  • Advanced Shopify: 8
  • Shopify Plus: 250

Risulta chiaro che, per un progetto di internazionalizzazione di ampio respiro, Shopify Plus diventa la scelta scontata (anche per avere a disposizione tutte le funzioni che abbiamo visto).

Le scorte possono essere gestite via API, realizzando un connettore con il software gestionale o con caricamento manuale di file CSV.

Quello che AD OGGI manca è l'attribuzione diretta delle sedi e dei magazzini per i specifici mercati ma... buone notizie :-) come si può leggere qui sotto.

NOTA di FUNZIONI IN ARRIVO (in aggiornamento)
Questo aspetto sarà potenziato nel corso del 2023, quando Shopify includerà, all'interno di Mercati la possibilità di gestire l'iInventario e controlli di evasione specifici del mercato.

Le scontistiche vanno oltre "il mercato"

Gli sconti diversi su mercati diversi? Certo, ci sono, ma non sono tecnicamente legati al mercato, Perché, anche all'interno dello stesso mercato, si potrebbe avere la necessità di impostare uno sconto solo per una determinata provincia o un singolo stato, nel caso il mercato accorpi più stati.

Ecco, quindi, che Shopify ci accompagna nella pagina degli sconti con la possibilità di scegliere il target a cui destinare la promozione.

SCONTI-CREA FILTRO CLIENTI

Shopify, dall'ELENCO DEI CLIENTI ci accompagna in maniera semplice per creare dei filtri, che possono includere una selezione di province, di città o di nazioni con i quali segmentare i clienti.

Dalla pagina degli SCONTI è possibile selezionare quindi di applicare la promozione solo ad un segmento specifico.

SCONTI SOLO SU FILTRO

E, cliccando su Sfoglia, di scegliere il segmento che ci siamo creati.

SCONTI SOLO SU FILTRO 2

E, in questa maniera, anche gli sconti possono essere associati a singole zona o a mercati specifici, andando a comprendere gli stati che compongono quel mercato.

 

Conclusione

Come si può evincere dal lungo percorso sviluppato in questo post del blog, Shopify presenta degli strumenti estremamente potenti e molto intuitivi per permettere alle aziende di intraprendere (o potenziare) la strada dell'internazionalizzazione.

Affare strategico per le singole azienda, ma anche per il sistema paese che, generalmente, vede nell'export un asset determinante per lo sviluppo e la crescita dell'economia.
Ma è proprio l'abbattimento delle complesse infrastrutture informatiche e la facilità con la quale Shopify porta innovazione a tutti i livelli della filiera produttiva - che vuole mettersi sul mercato per potenziare i servizi di vendita con B2B o B2C tramite ecommerce - che fanno di Shopify una chiave - non tanto di innovazione generica ma di più - di digital transformation.

E con l'arrivo del 2023 arriveranno su Shopify le tre piccole questioni che chiuderanno il tema di tutte le funzioni che renderanno la gestione dei mercati "completa"

  1. la gestione di prodotti diversi su mercati diversi (differenti cataloghi) - bypassabile intanto con interventi a codice sul tema con variabili per mercati;
  2. la gestione di una vetrina diversa su mercati diversi -  bypassabile intanto con interventi a codice sul tema con variabili per mercati;
  3. magazzini specifici associati a mercati diversi.

 

 

Giovanni Fracasso

Giovanni Fracasso

Digital Manager Mi occupo dello sviluppo strategie inbound marketing & sales. Affianco le aziende nel loro processo di digital transformation (l'uso dell'inbound marketing per cambiare il commerciale di un'azienda) con la metodologia inbound marketing, puntando all'aumento dei visitatori sul sito aziendale, della conversione in lead del maggior numero di essi e trasformazione in clienti. BIO Sono nato nel tardo pomeriggio di un lunedì - secondo me piovoso - di un 19 gennaio come tanti. Correva l'anno 1972. Potrei ovviamente sbagliarmi su una data o su un riferimento, perché non sono bravo a ricordarmi le date e i numeri. Ho passato i primi anni scolari con tutti che mi dicevano "sei portato per la matematica", fino al compito d'esame di 5° liceo, dove me ne sono uscito con un bel 2. Tanto che mi sono laureato in Lettere e Filosofia, un corso di Laurea di Storia, in quel di Ca' Foscari, a Venezia. Credo fosse il 2000, ma anche qui potrei sbagliarmi. Ve l'ho detto, non sono bravo con i numeri. Nel mezzo un sacco di altre cose: mentre studiavo facevo il giornalista per il Gazzettino, per la Domenica di Vicenza e altre testate locali. Sono stato direttore e fondatore di una periodico locale (Il Corriere Vicentino), poi sono andato in Spagna e ho vissuto quasi 5 anni a Barcelona. Poi, la vita, l'amore e il denaro... e oggi vivo ad Arzignano, sono padre di una bambina nata nel 2010 e sono pazzamente innamorato di lei. Oltre alla bambina, ho un mutuo da pagare e un cane. Se potrebbe non mancarmi tutto questo, probabilmente dedicherei le mie giornate all'alcol e alla vita dissoluta. Invece non bevo e non faccio - quasi - mai festa: sono concentrato al 100% sul mio lavoro e mi piace un sacco quello che faccio. Cosa faccio? Beh, ha molto a che fare con l'inbound, l'eCommerce, il valore del dato per le aziende e la trasformazione digitale delle stesse.