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Anche in Italia il dropshipping, ovvero il commercio di prodotti senza magazzino fisico, è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede, in particolare grazie alla possibilità di poter realizzare uno shop online con budget iniziale contenuto e la diffusione di portali web di dropshipper che facilitano questa pratica di vendita.

Quello del commercio online, è uno degli aspetti che nessuna attività dovrebbe trascurare, date le grandissime potenzialità offerte in termini di bacino di utenza. Tuttavia, nella stesura del business plan per un progetto vendita online, alcune voci di costo possono essere il punto di rottura del progetto. Uno di queste, il costo di gestione del magazzino dei prodotti da vendere online.

Un’alternativa a questo problema è il dropshipping, dove un fornitore mette a disposizione prodotto, catalogo e logistica, ed al venditore rimane solamente l'onere, tramite il suo e-commerce, di inviare l'ordine una volta che il cliente avrà acquistato. 

Cerchiamo quindi di capire insieme come funziona il dropshipping in Italia nelle vendite online, i suoi vantaggi e svantaggi, cosa serve per partire e, infine, a cosa devi fare attenzione dal punto di vista fiscale.

 

Come funziona il dropshipping

A livello puramente teorico, il dropshipping si sviluppa in maniera piuttosto semplice.

Se volessimo schematizzare i punti salienti, potremmo dire che:

  • La figura del fornitore, il dropshipper, ti fornisce il suo catalogo di prodotti.
  • Sul tuo e-commerce oppure sui marketplace come Amazon, pubblichi i prodotti del catalogo.
  • Effettui la vendita e ne incassi il corrispettivo.
  • Invii l'ordine al dropshipper, con i dati di spedizione del cliente.
  • Il fornitore invia il prodotto al cliente finale, per conto tuo.
  • Emetti fattura al cliente.

 

Come avrai potuto intuire, il vantaggio che salta subito all'occhio, è che non dovrai avere un magazzino fisico per il tuo e-commerce, e che non ti sarà richiesto l'acquisto di scorte di prodotti. Tuttavia, come ci ricorda un adagio popolare, non è tutto oro quello che luccica. Vediamo pertanto gli ulteriori aspetti positivi e quelli negativi.

 

Gli aspetti positivi del dropshipping

Quelli del non avere un magazzino fisico e la necessità di acquistare scorte di prodotti per avviare l'attività, non sono gli unici vantaggi di questa metodologia di commercio online.

Il beneficio primario lo potrai trovare nel fatto che non avrai bisogno di un ingente capitale iniziale per intraprendere la tua attività, nonostante come vedremo, questo non significhi nullo, perché delle spese da sostenere ci sono.

Ulteriore vantaggio che sicuramente avrai, se deciderai di avviare un'attività di dropshipping, è quello di accedere a praticamente ogni tipologia di prodotto, senza doverti mettere alla ricerca di mille fornitori.

Alcuni dropshipper infatti, hanno cataloghi con decine di migliaia di prodotti, perfettamente ordinati, con descrizioni, foto, prezzi e quant'altro. Infine, un ultimo aspetto positivo che non è da trascurare, è che avrai la possibilità di svolgere la tua attività ovunque tu ti possa trovare: ti basteranno un computer ed una buona connessione internet.

 

Il dropshipping in Italia: adempimenti fiscali

Prima di passare a parlare degli aspetti negativi del dropshipping, è bene cercare di capire come si stia sviluppando in Italia, partendo dalla fine: come al solito, siamo il fanalino di coda. Solamente negli ultimi anni, il numero delle aziende che decide di ricorrere al dropshipping per integrare l'attività, è cresciuto. Il ritardo è giustificato in parte anche dal mercato stesso. Difatti, nonostante i segnali siano comunque positivi, con un numero sempre più crescente di italiani che acquistano online (crescita del 15% prevista per il 2019), siamo ancora ben lontani dai numeri che ad esempio fanno alcuni stati europei. 

Con questi presupposti, se sei ancora intenzionato ad avviare un'attività in dropshipping, devi sapere che ovviamente ci sono degli adempimenti fiscali che dovrai compiere, tra cui:

  • Aprire una partita Iva per il commercio al dettaglio su internet (cod. Ateco 47.91.10)
  • Iscriverti al Registro delle Imprese.
  • Iscriverti alla gestione INPS per i commercianti.
  • Presentare la S.U.A.P, una sorta di dichiarazione di inizio attività, al comune dove stabilirai la sede legale
  • Scegliere il regime fiscale da applicare, non prima di aver trovato un buon commercialista.

Come puoi ben immaginare, avviare questo tipo di attività, non è un giochetto da fare "comodamente da casa", anche se spesso viene presentato così.

 

I lati negativi del dropshipping

Il dropshipping è a tutti gli effetti un'attività imprenditoriale, con i rischi intrinseci ad essa collegati. Prima di partire devi valutare tutti gli aspetti nella loro complessità. La possibilità di trarre un profitto di tutto rispetto, è concreta, a patto di valutare attentamente cosa vendere e quale partner scegliere come fornitore. Sui prodotti "standard", come ad esempio la tecnologia, i margini sono piuttosto bassi, e vengono erosi dalle commissioni dei marketplace, dalle spese di ADS e da quelli inerenti la gestione di un sito di e-commerce

Tutto gira intorno a una questione ben precisa. Se i prodotti che sceglierai sono uguali a quelli di molti altri, ed i prezzi di acquisto anche, perché un cliente dovrebbe comprare da te piuttosto che da un tuo competitor?

Se tutti scelgono i medesimi prodotti, si scatena una concorrenza al ribasso, costringendoti a fare numeri di vendita, con conseguente mole di lavoro, che sicuramente all'inizio non potrai sviluppare.

Al contrario invece, se avrai la capacità di trovare il giusto prodotto per coprire una nicchia di mercato non eccessivamente "battuta", il discorso potrebbe farsi interessante.

A questo punto, però, ricorda che dovrai gestire anche una consistente attività di ADS per fare in modo che i clienti possano trovare effettivamente il tuo sito e il prodotto che stai vendendo. Queste attività comprendono (ma non solo):

 

Come avviare un’attività di dropshipping

Ecco i passi per avviare un sistema di vendita in dropshipping basato su Shopify:

  1. Identificare il o i partner più adatti al tuo business plan. Ad esempio, su Oberlo puoi trovare prodotti provenienti da Alibaba, ma ricorda che è anche possibile fare dropshipping con Amazon FDA
  2. Identifica il prodotto/i e scegli il fornitore più adatto
  3. Crea il tuo negozio online con Shopify
  4. Collega il tuo Shopify a Oberlo o ad Amazon 
  5. Imposta i sistemi di pagamento e spedizione
  6. Imposta i sistemi di gestione ordini, resi e rimborsi
  7. Fai campagne ADV per promuovere il tuo negozio e i tuoi prodotti

 

In conclusione

Se è pur vero che i costi iniziali per far partire un e-commerce in dropshipping sono bassi, in quanto si può partire inizialmente con una grafica base e nessun magazzino, ampia parte del lavoro viene reindirizzato nell'ottimizzazione delle campagne di ADS - che devono essere perfette e sopratutto devono essere soggette ad un'attenta analisi di costi e benefici per quanto riguarda le vendite e l'acquisizione dei clienti.

Svegliarsi la mattina scoprendo che si è venduto a perdere perché il CPC (costo per click) eccede il guadagno, non è mai una bella sorpresa.

Per questo ti consigliamo di chiedere a dei professionisti per aiutarti ad impostare almeno i primi 3 mesi di campagne ADS e la strategia generale, in modo da partire con una strategia di digital marketing già impostata.

Il dropshipping in Italia è da fare ma, come per tutti i nuovi progetti, con cautela e sapendo bene come muoversi nel mercato online delle vendite al dettaglio.

 

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Scritto da Paola Natarelli

Senior Inbound Marketing Specialist | HubSpot Expert Mi occupo dello sviluppo dei progetti di inbound marketing & sales affiancando i clienti nella fase di pianificazione, realizzazione e analisi delle campagne e ad istruirli nell'utilizzo della piattaforma HubSpot Marketing & Sales. Background formativo eclettico, dal diploma di Liceo Linguistico, alla Laurea in Relazioni economiche internazionali, ai corsi di informatica, di scrittura creativa e di inbound marketing. "Smanettona" di inclinazione, ho sempre lavorato in aziende legate all'informatica e alla tecnologia, sia nel commerciale che nel marketing. Usare HubSpot è per me una sfida dal punto di vista tecnologico e metodologico: un'incredibile opportunità di affrontare e partecipare attivamente alla digital transformation. Quando non studio per le certificazioni della HubSpot Academy, mi dedico allo studio della lingua giapponese, perché quella per il Giappone è una vera e propria ossessione che non sembra voler passare. よろしく!

Paola Natarelli