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Vendere sul web non è più questione di farsi un'e-commerce, o forse non lo è mai stato: le persone, infatti, acquistano anche e soprattutto su Amazon, su eBay, su AliExpress, sui social... insomma, possono comprare utilizzando moltissimi canali diversi, dove tu dovresti farti trovare se vuoi aumentare le vendite!

Ecco perché nasce eDock, la piattaforma amica di chi vuole gestire facilmente le vendite nei diversi marketplace e scalare il proprio business.

In occasione della nuova partnership tra ICT Sviluppo e eDock, abbiamo fatto una chiacchierata con Pietro Tibaldeschi, Sales Director @ eDock, che ci ha detto la sua sul futuro della vendita online. 

 

Dal retail all'e-commerce online... ritieni che tutte le botteghe debbano andare online?

PT - Certamente, perché lo vogliono prima di tutto i consumatori. Andare online, per una bottega, non significa però ambire a conquistare mercati internazionali o avere un negozio aperto 24/7/365 ma servire un touch point fondamentale. I consumatori si aspettano di essere serviti anche da li: si tratta di un bisogno implicito.
Poi è giusto fare un riferimento alle risorse da mettere in campo. Per coloro i quali trattano prodotti a "brand", i marketplace vanno gestiti considerando la competizione che già li presidia. Per quelle realtà che producono, anche prodotti artigianali, e per i quali la competizione si gioca su un altro piano - e certamente non quello della marca - allora ha senso che vengano presidiati con una visione internazionale. Mi vengono in mente tutti i prodotti dell'agroalimentare, del food, del design e delle altre molteplici categorie merceologiche in cui i nostri produttori italiani eccellono.

 

Qual è la discriminante tra rinunciare a vendere online e farlo?

PT - Il proprio e-commerce sempre. A mio modo di vedere è giusto parlare delle risorse messe in campo. Se hai una tua marca, allora fallo in modo strutturato. Se sei un retailer, vacci piano.

 

Per vendere online bisogna avere un e-commerce?

PT - Non è necessario. La presenza sui marketplace permette di conseguire una grandissima utenza anche senza possederne uno.
Il focus, piuttosto, è possedere il proprio catalogo digitale. Parlo di un file che contenga dati strutturati con le informazioni sui prodotti, le immagini, gli attributi e tutto quanto si renda necessario per la distribuzione sui marketplace e sui social network.

 

L'e-commerce è già omnichannel?

PT - No, per nulla. Molti sono ancora gli imprenditori che presidiano i canali digitali senza gettare alcun ponte tra di essi. Una strategia omincanale dovrebbe suggerire unificazione, per prima cosa del catalogo digitale. Pricing e quantità disponibili a magazzino andrebbero governati in un modo univoco e sinergico. Per la mia esperienza questo avviene solo in una piccola percentuale dei casi.

 

Qual è il futuro del retail al dettaglio in Italia?

PT - Chi ha il know-how sufficiente per gestire la presenza fisica con un approccio omnicanale e capace di garantire una esperienza "persistente", coerente tra canali, allora ha delle chance di sopravvivere e di prosperare. L'attenzione del retailer deve necessariamente essere sull'esperienza perché è tutto e solo ciò per cui può servire oggi un punto di vendita fisico. Il marketing tattile, gli eventi, i momenti di aggregazione se sono integrati e coerenti con i canali digitali possono offrire una chance enorme ai retailer.

 

Perché è nato eDock? 

PT - Mancava una piattaforma che risolvesse il problema della gestione omnicanale, in particolare per ciò che concerne la presenza sui marketplace. Ciò di cui ci siamo resi conto, nel tragitto che ci ha portati fin dove siamo ora, è che esiste sempre una componente consulenziale perché - per certi tipi di scenario - i software non sono sufficienti ma sono da mettere in campo persone che abbiano esperienza e capacità nell'affrontarli.

 

Quali sono i principali vantaggi della piattaforma?

PT - Probabilmente il giusto mix tra l'applicazione e quella componente consulenziale che è maledettamente difficile da fornire.
Andrebbe poi chiesto ai nostri clienti cosa davvero ne pensano :)

 

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Scritto da Nikla Lazzari

Inbound Marketing Specialist Seguo i clienti nella realizzazione di progetti di inbound marketing, metodologia, e scuola di pensiero, in cui credo fermamente. I racconti e le parole hanno sempre fatto parte del mio quotidiano, sin da quando ascoltavo le Fiabe Sonore: da qui è nata la mia passione per la musica (rock, di cui non posso fisicamente fare a meno) e per i libri.
Ho letto Harry Potter e da lì non ho più smesso, proprio nel senso che ancora oggi passo qualche serata a sfogliare gli ultimi capitoli della saga. Poi, come era prevedibile, ho deciso di iniziare il mio primo romanzo (convinta di scrivere il next great americal novel) che, ahimè, ha avuto vita breve e quindi ho ripiegato su pagine e pagine di diari segreti, libricini in cui annotare i sogni notturni, testi di canzoni fino ad arrivare a produrre contenuti persuasivi per ICT Sviluppo e per i nostri clienti.
Nel mentre ho frequentato il liceo linguistico, ho insegnato italiano per un'estate in Inghilterra, mi sono laureata in economia aziendale a Venezia e mi sono appassionata al digital marketing. Oltre che in ufficio, mi potete trovare in giro a concerti, a camminare in montagna, sull'amaca a leggere un buon libro ascoltando musica oppure sul divano a vedere la serie tv del momento (vi consiglio Dark: stupenda, fantastica, meravigliosa!)

Nikla Lazzari