Spesso per accontentare tutti si finisce per non accontentare nessuno. Mi spiego meglio: navigando tra gli ecommerce per fare qualche acquisto, mi sono spesso imbattuta in metodi di pagamento per me ‘da matusa’, che ancora però vengono messi a disposizione di quei clienti che, a causa di un connaturato sospetto nei confronti della tecnologia, non si fidano a pagare con carta di credito o tramite gli online wallet come Paypal.

Ecco quindi la lista dei quattro più macchinosi, lenti e non poi così tanto affidabili metodi di pagamento per gli ecommerce:

 

1. CONTRASSEGNO

Ecco, il contrassegno è da sempre in cima alla lista dei pagamenti che andrebbero aboliti.
Certo, è senza dubbio il più comodo per il cliente, perché chiunque può pagare in contanti alla consegna e quindi non serve avere una carta di credito.

Il problema allora qual è?

Stando dalla parte del venditore, è capitato spesso che i clienti facessero ordini di prova selezionando come metodo di pagamento proprio il contrassegno. Di conseguenza, partiva la spedizione (costo della spedizione a carico del venditore), il pacco andava in giacenza perché rifiutato dal cliente (costo della giacenza sempre a carico del venditore), e infine il pacco tornava indietro (costo della spedizione di rientro sempre a carico del venditore).

Senza parlare poi della gestione a monte, ossia all’arrivo dell’ordine con pagamento in contrassegno: alcuni venditori infatti preferiscono sbloccare manualmente gli ordini in contrassegno ricevuti oppure utilizzano un codice di sblocco da inserire in fase d'ordine che viene mandato al cliente via SMS. Ecco, non vi parlo di quanto tempo si butta per fare questi controlli (considerando che i clienti non rispondo MAI quando li cerchi, stai sicuro).

 

2. BONIFICO BANCARIO

Pagare gli ordini ecommerce con bonifico bancario è un po’ come pagare la spesa al supermercato con un assegno.

Certo, dal lato del venditore, il bonifico bancario ha di positivo che non ha un reale costo di incasso, però ti costringe a controllare quotidianamente i pagamenti in bonifico in entrata per sbloccare gli ordini corrispondenti, sperando sempre che il cliente abbia inserito i riferimenti del suo ordine e che la cifra sia corretta.

In caso l'importo non fosse corretto, dovrai rincorrere anche qui il cliente, che ti ricordo non risponde MAI (neanche quando ti servono gli estremi per rimborsarlo).

 

3. BOLLETTINO POSTALE

Il bollettino postale mi fa sempre venire in mente il Postalmarket, dove in fondo trovavi l'immancabile bollettino da spedire. Ecco, nonostante gli Anni Ottanta siano passati da un pezzo, è ancora oggi possibile il pagamento tramite bollettino per gli ordini fatti online.

Cosa comporta questo tipo di pagamento? Innanzitutto devi avere un conto BancoPostaImpresa; poi ci sarà una commissione che dovrai pagare tu su ogni pagamento in entrata, e un’altra commissione che invece dovrà pagare il tuo cliente. Poi considera che i tempi di accredito sono leggermente più lunghi di quelli di un normale bonifico bancario (6-10 giorni). Per non parlare del fatto che in caso di problemi o domande dovrai rivolgerti alle Poste. Alle. Poste.

 

4. RICARICA POSTEPAY

Questo metodo è particolarmente in voga tra i giovanissimi che non hanno una carta di credito. In pratica, come venditore, accetti come metodo di pagamento una 'ricarica' della tua carta prepagata Poste Pay e non appena ricevi i soldi spedisci il pacco. Potrebbe essere effettivamente un metodo di pagamento comodo per alcune piccole transazioni (20-30 euro).

Il problema è che questo metodo di pagamento è stato spesso utilizzato per truffe online, soprattutto su Ebay, da venditori che non volevano pagare le commissioni imposte da Paypal; d'altra parte, sembra anche offrire poca protezione sulle transazioni sia per i venditori che per gli acquirenti.

Infine ricordiamoci che cosa significa rivolgersi alle Poste in cerca d'aiuto. Ti stai già immaginando in fila dietro una dozzina di anziani senza nessuna fretta? Ecco.

 

 

scarica qui il documento 10 cose da fare per avviare un e-commerce

 

Scritto da Agnese Primolan

Agnese Primolan