Arriva la fattura elettronica e subito si affacciano i primi problemi e perplessità, legati soprattutto alla conformazione del sistema produttivo italiano.

La fattura elettronica deve essere inviata attraverso il sistema di Interscambio (Sdi). Non basta firmala digitalmente ed inviarla con la PEC. Bisogna adottare una serie di complicate caratteristiche con requisiti tecnici difficili per garantire l’autenticità e l’integrità del contenuto. Il formato strutturato e l’obbligo di archiviazione rendono difficoltoso per le aziende adempiere alla normativa. Insomma, è un sistema per niente snello e versatile.

  • Dopo tre mesi dall’entrata in vigore della fattura elettronica, la PA procede al alcun pagamento, nemmeno parziale, fino alla ricezione della fattura in formato elettronico. E le fatture elettroniche devono portare il codice identificativo di gara (il famoso CIG) e il Codice Unico di Progetto (CUP) se si parla di opere pubbliche. Queste complicazioni sembrano a molti un pretesto per legittimare i gravi ritardi dei pagamenti che vedono l’Italia tra gli ultimi in Europa.
  • C'è chi contesta un'assenza di flessibilità eccessiva e non si prevede una fase intermedia di passaggio per abituare le aziende: il passaggio richiede sicuramente uno sforzo e stravolge abitudini consolidate. Le imprese che scambiano fattura in formato elettronico strutturato sono circa l’1% delle aziende italiane. E considerando quelle che inviano fatture non strutturate si raggiunge meno del 50% delle aziende italiane.
  • Una delle difficoltà maggiori attribuibile alla fattura elettronica per molte aziende è rappresentato dai nuovi investimenti necessari per dotarsi di soluzioni gestionali (software ed hardware) idonee a gestire l’emissione del documento, la sua trasmissione al Sistema di Interscambio e la conservazione digitale o sostitutiva.
  • Il sistema produttivo italiano è fatto per la maggiore da piccole e medie imprese. Per molti, chiedere a tutti per qualsiasi importo l’adeguamento alla normativa, è eccessivo (pensiamo ai singoli professionisti o agli artigiani, anche se per una sola fattura: a tutti questi non si semplifica la vita e – di fatto – si escludono dalla possibilità di intrattenere rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione).

Scritto da Diego Dal Lago

Diego Dal Lago